La responsabilità per il danno da prodotto difettoso

L’art. 114 del D.Lgs. n. 206/2005 (o “Codice del Consumo“) prescrive la responsabilità del produttore per i danni cagionati al consumatore dai difetti di un proprio prodotto (anche l’elettricità è considerata tale).

Cosa si intende per prodotto difettoso?

L’art. 117 del Codice del Consumo considera un prodotto difettoso quando:

  1. non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere, tenuto conto di tutte le circostanze, tra cui:
    • il modo in cui esso è stato messo in circolazione, la sua presentazione, le caratteristiche palesi, le istruzioni e le avvertenze fornite;
    • l’uso al quale esso può essere ragionevolmente destinato e i comportamenti che, in relazione al prodotto, si possono ragionevolmente prevedere;
    • il tempo in cui esso sia stato messo in circolazione.
  2. Un prodotto più perfezionato sia stato messo in commercio in qualsiasi momento.
  3. Non offre la sicurezza offerta normalmente dagli altri esemplari della medesima serie.
Quali tipi di danni può causare un prodotto difettoso?

Possono distinguersi 2 tipi di danno, ai sensi dell’art. 123 Cod. Cons.:

  1. morte o lesioni personali (ad es., una lattina di birra che esplode nelle mani del consumatore, ferendolo);
  2. danno o distruzione di una cosa diversa dal prodotto difettoso (ad es.: una vernice spray difettosa rovina la carrozzeria dell’auto), purché destinata ad uso e consumo privato.

E’ bene precisare che il danno a cose è risarcibile solo nella misura in cui ecceda la somma di 387 Euro.

Obblighi del produttore

Al fine di evitare l’immissione in commercio di prodotti difettosi e scongiurare eventi dannosi, il Codice del Consumo prescrive in capo al produttore alcuni obblighi fondamentali:

  1. immettere sul mercato solo prodotti sicuri;
  2. fornire al consumatore tutte le informazioni utili alla valutazione e alla prevenzione dei rischi derivanti dall’uso normale o prevedibile del prodotto (se non sono percettibili senza avvertenze);
  3. adottare tutte le misure necessarie ad assicurare la sicurezza del consumatore, incluso il ritiro del prodotto dal mercato.

Il mancato rispetto di tali prescrizioni, dunque, può determinare sanzioni penali e amministrative a suo carico, oltre all’obbligo di risarcire il danno cagionato dal prodotto difettoso.

La responsabilità presunta del produttore

Fatte tali premesse, non sorprende come la giurisprudenza maggioritaria consideri il produttore direttamente responsabile per i danni cagionati dai difetti del proprio prodotto; con la conseguenza che egli, per liberarsi da tale presunzione di colpa, dovrà dimostrare la sussistenza di una delle cause di esclusione prescritte tassativamente dall’art. 118 del Codice del Consumo.

Esclusione di responsabilità

Il produttore, invero, non può essere considerato responsabile dei difetti del prodotto quando:

  • non ha messo il prodotto in circolazione;
  • il difetto che ha cagionato il danno non esisteva al momento della messa in commercio del prodotto;
  • non ha fabbricato il prodotto per la vendita, né lo ha fabbricato o distribuito nell’esercizio della sua attività professionale;
  • il difetto è dovuto alla conformità del prodotto ad una norma giuridica imperativa o a un provvedimento vincolante;
  • lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche, al momento in cui ha messo in circolazione il prodotto, non permetteva ancora di considerarlo difettoso;
  • (nel caso del produttore o fornitore di una parte componente o di una materia prima) il difetto sia interamente dovuto alla concezione del prodotto in cui sia stata incorporata la parte o materia prima o alla conformità di questa alle istruzioni date dal produttore che l’abbia utilizzata.

Infine, il consumatore non ha diritto al risarcimento nel caso in cui sia stato consapevole del difetto del prodotto e del pericolo che ne derivava e, nonostante ciò, abbia deciso di esporvisi volontariamente.

L’onere della prova per il consumatore

Nonostante la presunzione di colpevolezza a carico del produttore, il consumatore che ritenga di aver subito un danno causato dalla difettosità del prodotto acquistato ha l’onere di provare la sussistenza di tre elementi fondamentali, prescritti dall’art. 120 del Cod. Cons.:

  1. il difetto del prodotto;
  2. il danno;
  3. il nesso di causalità tra i primi due.

Il solo accertamento del danno, infatti, non è sufficiente per dimostrare la difettosità di un prodotto utilizzato in condizioni “normali“: secondo la Corte di Cassazione, il danneggiato deve dimostrare che il prodotto violi “gli standard minimi di sicurezza richiesti dalla legge” (Cass. n. 25116/2010).

Se il consumatore non riesce ad individuare il produttore?

L’art. 116 Cod. cons. dispone che qualora il produttore non sia individuabile, il consumatore debba chiederne per iscritto al fornitore – cioè il soggetto che ha distribuito il prodotto – l’identità e il domicilio.

Se entro tre mesi dalla richiesta egli ometta di comunicare tali dati al consumatore, sarà ritenuto direttamente responsabile dei danni subiti da quest’ultimo a causa del prodotto difettoso.

Prescrizione e decadenza del diritto al risarcimento dei danni

Il diritto al risarcimento dei danni, ai sensi degli articoli 125 e 126 Cod. Cons., si prescrive in 3 anni dal giorno in cui il danneggiato abbia avuto – o avrebbe dovuto avere – conoscenza del danno, del difetto e dell’identità del responsabile.

La decadenza del consumatore da tale diritto, invece, di configura dopo 10 anni dalla messa in circolazione del prodotto che ha cagionato il danno, a meno che egli non presenti una domanda giudiziale o il responsabile (il produttore o il fornitore) non riconosca il diritto vantato dal danneggiato.

IN SINTESI

Il produttore deve sempre rispettare tre obblighi fondamentali:

  1. immettere sul mercato solo prodotti sicuri;
  2. fornire al consumatore tutte le informazioni utili alla valutazione e alla prevenzione dei rischi derivanti dall’uso normale o prevedibile del prodotto;
  3. adottare tutte le misure necessarie ad assicurare la sicurezza.

Pertanto, ai sensi dell’art. 114 del Cod. cons., il produttore è direttamente responsabile nei confronti del consumatore per tutti i danni (morte, lesioni personali o a cose) da questo subiti a causa dei difetti del prodotto acquistato.

Gli unici casi in cui il Consumatore non ha diritto al risarcimento sono stabiliti dall’art. 118 Cod. Cons., nonché quando sia stato consapevole del difetto del prodotto e del pericolo che ne derivava e, nonostante ciò, abbia deciso di esporvisi volontariamente.

Il danneggiato, per ottenere il risarcimento del danno, ha l’onere di provare la sussistenza di quest’ultimo, della difettosità del prodotto e del nesso di causalità tra i primi due presupposti.

Qualora il produttore non sia individuabile, il consumatore deve chiederne per iscritto al fornitore l’identità e il domicilio; se questi non fornisce i dati richiesti, sarà ritenuto direttamente responsabile dei danni subiti dal consumatore.

Lo studio legale Coscia, specializzato in Diritto dei Consumatori, offre consulenza e assistenza legale a tutti coloro che ritengano di aver subito un danno causato da un prodotto difettoso, nonché ai produttori e fornitori chiamati a rispondere del predetto danno.

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