Il “Secondary ticketing”: cos’è e di quali tutele dispone il consumatore

Il secondary ticketing è il mercato dei tagliandi parallelo a quello autorizzato dagli organizzatori degli eventi, nel quale alcune aziende mettono in vendita, attraverso i propri siti internet, biglietti ad un prezzo ingiustificatamente maggiorato rispetto a quello originario.

Tale fenomeno, ritenuto da molti il “bagarinaggio 2.0“, si è diffuso dapprima negli Stati Uniti, prendendo piede anche in Italia negli ultimi due anni, e ha attirato l’attenzione della stampa a causa della protesta continua e crescente dei consumatori, che denunciano l’impossibilità di acquistare, attraverso i “canali ufficiali”, i tagliandi per gli eventi clou nell’ambito dello spettacolo.

In cosa consiste?

Come noto, le società autorizzate a vendere i tagliandi dei singoli eventi, permettono al consumatore di acquistare attraverso il proprio sito internet un numero massimo di biglietti ciascuno, seguendo un rigido iter di acquisto.

Dalla ricostruzione operata dall’Antitrust, risulta che alcune aziende siano dotate di software bot in grado di aggirare il software del sito principale e acquistare sino a mille tagliandi al minuto, impedendo ai singoli utenti di procedere all’acquisto dei propri.

Con questo stratagemma tutti i biglietti disponibili vengono venduti nel giro di dieci minuti alle suddette aziende e messi di nuovo in vendita da queste ultime su altri siti (definiti appunto di secondary ticketing) a prezzi esorbitanti.

La trasmissione “Le Iene”, nelle puntate dell’8 e del 16 novembre 2016, ha mostrato ai telespettatori l’esistenza  di documenti (contratti e fatture) che proverebbero l’esistenza di un legame tra “Live Nation Italia”, la più grande azienda organizzatrice di concerti nel nostro Paese, e il sito “Viagogo”.

In particolare, secondo “Le Iene”, l’azienda organizzatrice dell’evento venderebbe ogni volta una grande quantità di tagliandi direttamente ai siti di secondary ticketing che, dopo averli acquistati a un prezzo normale, li rivenderebbero agli utenti finali ad un prezzo notevolmente maggiorato.

Una volta venduto il biglietto, l’80/90% dell’importo incassato verrebbe restituito all’azienda organizzatrice (che quindi lucrerebbe su ogni biglietto), trattenendo per sé una percentuale pari a circa il 10/20%.

L’intervento delle Autorità

L’Antitrust

In seguito alla denuncia presentata dai consumatori e al servizio delle Iene, l’A.G.C.M. (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha avviato un’istruttoria conclusasi lo scorso aprile, all’esito della quale:

  • ha accertato la cessione, da parte di “Live Nation”, di “limitate quantità di biglietti” ad un operatore di secondary ticketing;
  • ha considerato la pratica commerciale del secondary ticketing contraria alla diligenza professionale, idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio e, pertanto, scorretta ai sensi degli articoli 20 e 22 del Codice del Consumo;
  • ha ritenuto “Ticket One” responsabile per non aver predisposto misure anti-bagarinaggio – sebbene fosse tenuta ad adottarle, sulla base del contratto di vendita esclusiva – e per non avere effettuato controlli successivi al fine di annullare gli acquisti irregolari.
  • multato “Ticket One”, quale organizzatore dell’evento, nonché “Viagogo”, “Seatwave”, “Ticketbis” e “Mywayticket”, quali aziende secondarie, per un milione e settecentomila Euro;

Nel caso specifico (la vendita dei biglietti per il concerto dei “Coldplay”) l’azienda Seatwave non aveva informato il consumatore in merito alla differenza fra il valore nominale del biglietto e il suo effettivo prezzo di vendita, influenzandone la scelta d’acquisto e impedendogli di valutare correttamente la convenienza dell’offerta.

Le indagini della Procura di Milano

Parallelamente all’indagine dell’Antitrust, la Procura di Milano, in seguito alle denunce delle Associazioni dei consumatori per l’attività di vendita dei biglietti di eventi importanti (One Direction, Adele, Foo Fighters, Red Hot Chili Peppers, Bruce Springsteen,  David Gilmour, Coldplay, U2, Renato Zero, Ed Sheeran, ecc), ha avviato un’indagine nei confronti dei vertici delle Società “Live Nation Italia” e “Vivo Concerti”, divisa in due “filoni”.

Il primo riguarda l’accertamento dei reati di truffa informatica e sostituzione di persona, mentre il secondo è diretto a scoprire il funzionamento del sistema di commercializzazione dei tagliandi, da parte di “Live Nation Italia” e “Vivo Concerti”, ai siti di secondary ticketing.

L’ordinanza del Tribunale di Roma

Due settimane fa il Tribunale Civile di Roma, con ordinanza del 9 giugno 2017, ha accolto il ricorso d’urgenza presentato dalla S.I.A.E. contro “Live Nation”, “Seatwave” e “Viagogo”, prendendo una posizione netta contro il fenomeno del secondary ticketing.

Il ricorso era stato presentato d’urgenza dalla S.I.A.E. il 17 gennaio 2017 – due giorni dopo la data dalla quale era partita la vendita online dei biglietti per il concerto degli “U2” (in programma il 15 luglio allo Stadio Olimpico di Roma) – per denunciare l’attività di secondary ticketing.

L’ordinanza del Tribunale ha inibito a “Live Nation”, organizzatrice del suddetto evento, e a “Seatwave e Viagogo”, l’ulteriore vendita diretta o indiretta dei biglietti dell’evento sul mercato secondario, fissando una penale di 2.000,00 Euro per ogni ulteriore tagliando venduto, nonché la rimozione dei contenuti o l’oscuramento dei siti internet.

L’iniziativa del Legislatore

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: non esiste alcuna normativa che regoli la vendita online e preveda l’illegittimità del fenomeno del secondary ticketing?

La risposta è: (ancora) no.

Come visto in precedenza, l’Antitrust e l’Autorità giudiziaria hanno fondato l’illegittimità del “bagarinaggio 2.0” (e la comminazione delle sanzioni) sulla contrarietà di quest’ultimo alle norme del Codice del Consumo, ritenendola “pratica commerciale scorretta”, diretta a danneggiare i singoli consumatori.

Solo lo scorso 11 novembre 2016 si è registrata la prima iniziativa del Governo italiano, attraverso la presentazione di un emendamento ai commi 545 e 546 dell’articolo 1 della legge n. 232/2016 (Legge di bilancio 2017), poi approvato.

I suddetti commi prescrivono l’inibizione dell’attività di secondary ticketing e prevedono sanzioni amministrative pecuniarie fino ad € 180.000,00 per ogni violazione accertata, oltre alla rimozione dei contenuti o all’oscuramento dei siti internet, attraverso i quali la violazione verrebbe posta in essere.

Purtroppo l’emendamento prevede anche l’emanazione di un decreto attuativo, da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che regoli nello specifico la materia.

Ad oggi, tuttavia, tale decreto non è stato emanato, lasciando un vuoto normativo nella regolamentazione di un mercato che genera un fatturato annuale mondiale (a scapito dei consumatori) pari a circa 8 miliardi di dollari.

Le tutele del Consumatore.

Il Consumatore che si trovi a subire il fenomeno del secondary ticketing può tutelarsi in due modi:

  1. rivolgersi ad un Avvocato ed agire in giudizio per ottenere:
    • il risarcimento dei danni subiti in conseguenza della pratica commerciale scorretta attuata dall’organizzatore dell’evento e dalle aziende di secondary ticketing;
    • l’annullamento del contratto e la restituzione di quanto corrisposto;
  2. denunciare la pratica commerciale scorretta all’A.G.C.M., mediante apposito modulo presente sul sito, e (eventualmente) alla Procura della Repubblica per il reato di truffa.

IN SINTESI

Il secondary ticketing è il mercato dei tagliandi parallelo a quello autorizzato, nel quale alcune aziende mettono in vendita, sui propri siti internet, biglietti ad un prezzo ingiustificatamente aumentato rispetto a quello originario.

Secondo l’A.G.C.M. le aziende utilizzano dei “software bot” in grado di aggirare il software del sito principale ed acquistare sino a mille tagliandi al minuto, impedendo ai singoli utenti di procedere all’acquisto dei propri.

Secondo la ricostruzione della Procura di Milano, inoltre, l’azienda organizzatrice degli eventi venderebbe già i biglietti a tali aziende prima della data dalla quale sono acquistabili dai consumatori, ottenendo indietro dalle stesse, al termine dell’aquisto, una percentuale sul prezzo pagato dagli utenti a prezzi maggiorati.

Il “bagarinaggio 2.0” è diventato un fenomeno mondiale con un fatturato annuale di 8 miliardi di dollari, ma in Italia è privo di regolamentazione. I commi 545 e 546 dell’articolo 1 della Legge di bilancio 2017 inibiscono l’attività di secondary ticketing, ma prevedono l’emanazione di un decreto attuativo (non ancora avvenuta), da parte del Governo, che regolamenti nello specifico la materia.

Il Consumatore che si trovi a subire il fenomeno del secondary ticketing può tutelarsi in due modi:

  1. rivolgersi ad un Avvocato ed agire in giudizio per ottenere:
    • il risarcimento dei danni subiti in conseguenza della pratica commerciale scorretta attuata dall’organizzatore dell’evento e dalle aziende di secondary ticketing;
    • l’annullamento del contratto e la restituzione di quanto corrisposto;
  2. denunciare tale pratica commerciale scorretta all’A.G.C.M., mediante apposito modulo presente sul sito, e (eventualmente) alla Procura della Repubblica per il reato di truffa.

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