Addio al Roaming nei Paesi dell’UE: cosa cambia e come tutelarsi in caso di pratiche commerciali scorrette attuate dagli operatori telefonici

Il 15 giugno 2017 è la data che ha segnato una svolta epocale per la telefonia mobile e la connessione digitale nei Paesi dell’Unione Europea, perché ha determinato l’abolizione (quasi) totale dei sovrapprezzi dovuti al roaming e la progressiva diminuzione dei costi telefonici, permettendo ai consumatori di usufruire dello stesso piano tariffario nazionale in ogni Stato Membro (salvo il traffico dati, di cui parleremo in seguito).

Questo significa che, contrariamente al passato, potremo telefonare, inviare SMS/MMS o navigare su internet – con limitazioni a seconda del proprio operatore – in qualsiasi Paese dell’UE (anche in Gran Bretagna, per ora), allo stesso prezzo previsto dal proprio piano tariffario nazionale, senza alcun costo aggiuntivo.

L’obiettivo dell’Unione Europea

L’abolizione del roaming, disposta dal Regolamento UE 2015/2120, emesso il 25 maggio 2015 dal Parlamento e dal Consiglio Europeo, è solo il primo passo compiuto dalle Istituzioni europee verso un obiettivo più ampio e ambizioso: il digital single market, cioè la libera circolazione delle informazioni online tra gli Stati Membri.

Il prossimo step sarà raggiunto tra sei mesi, con l’abolizione del geoblocking, cioè il blocco o il sovrapprezzo attuato dalle imprese alla visualizzazione dei contenuti in streaming (es: su Netflix o Spotify) o agli acquisti online durante il soggiorno in un altro Paese dell’UE.

Tale traguardo è stato fissato dall’Unione Europea al fine di “tutelare gli utenti finali e garantire al contempo il funzionamento ininterrotto dell’ecosistema di Internet quale volano per l’innovazione” (pag. 1 del Reg. 2015/2120).

I Paesi dell’Unione Europea

L’abolizione de roaming, come detto, interessa tutti i 28 Stati Membri dell’UE, inclusa la Gran Bretagna, almeno sino a quando non verrà stabilita con precisione – al termine dei negoziati – la data della sua uscita dall’Europa.

Grazie agli accordi stipulati individualmente dalle Istituzioni europee con Islanda, Liechtenstein e Norvegia, quando i consumatori soggiorneranno anche in questi Paesi extra – UE, potranno usufruire del proprio piano tariffario nazionale.

Il roaming sarà ancora applicato in Albania, Svizzera e San Marino.

Quali sono gli effetti dell’abolizione del roaming

Con l’entrata in vigore della nuova normativa europea, dunque, i consumatori che soggiorneranno per brevi periodi in uno Stato dell’UE potranno effettuare chiamate, inviare SMS o MMS e navigare su internet alle stesse tariffe applicate dall’operatore telefonico nel Paese presso cui è stata acquistata la SIM prepagata o sottoscritto il contratto di abbonamento.

Chiamate, SMS ed MMS

Se il nostro piano base prevede minuti ed SMS/MMS illimitati, potremo usufruirne gratuitamente in qualsiasi Paese dell’Unione Europea.

E’ bene precisare, tuttavia, che nel caso in cui il nostro “pacchetto” preveda un numero massimo di minuti per le chiamate o per gli SMS/MMS (ad es: 1000 minuti per le chiamate e 1000 SMS/MMS ad un costo fisso di € 10,00 al mese) e tale limite venga superato mentre ci troviamo in un altro Paese dell’UE, l’operatore potrà applicate un sovrapprezzo di 3,2 cent. di euro + IVA per ogni minuto di chiamate effettuate e 1 centesimo di euro + IVA per ogni SMS/MMS inviato.

Il traffico dati

Per navigare su internet, invece, esiste un tetto massimo di GB utilizzabili, al superamento del quale vengono addebitati costi a seconda dell’operatore scelto e del Paese in cui il consumatore soggiorna.

Ecco cosa avviene nello specifico: se il nostro piano tariffario prevede un costo inferiore a 7,70 Euro + IVA per ogni Gigabyte utilizzato, l’operatore potrà applicare il data cap (un limite al nostro traffico dati) e un sovrapprezzo (non superiore ad € 7,70 + IVA per GB) in caso di consumo superiore al tetto stabilito. In questo caso, però, avrà l’obbligo di avvisarci preventivamente con un SMS.

Quindi, per sapere in anticipo quanti Gigabyte avremo a disposizione una volta arrivati in un Paese dell’UE, dovremo scalare l’IVA (22%) dalla cifra mensile del nostro piano tariffario, poi moltiplicare per 2 e infine dividere per 7,70.

Un esempio chiarirà ogni dubbio.

Se il nostro piano tariffario, in Italia, prevede la navigazione su internet fino al raggiungimento di 8 GB, a fronte del pagamento di 20 euro mensili, il costo senza IVA è pari a 15,60 Euro al mese. Per scoprire il numero di GB che potremo utilizzare all’estero gratuitamente dovremo effettuare la seguente operazione: 15,60 x 2 / 7,70 = 4,05.

Superata questa soglia dovremo pagare un sovrapprezzo – a discrezione dell’operatore nazionale – che, in ogni caso, non potrà superare i 7,70 euro + IVA per ogni GB consumato. Questa cifra vale solo per il 2017 e diminuirà ogni anno fino al 1°gennaio 2022: da quel momento in poi sarà pari ad € 2,5 euro al gigabyte per sempre.

Anche la velocità della connessione è determinata dai singoli operatori telefonici, non essendoci alcuna disposizione al riguardo nel Regolamento Europeo. Pertanto, se il nostro piano tariffario prevede l’opzione 4G, non è scontato che la stessa venga garantita anche in caso di soggiorno presso un altro Paese dell’UE.

Le regole contro gli abusi

Come afferma un antico detto: “fatta la legge, trovato l’inganno”.

L’abolizione del roaming potrebbe determinare la corsa all’acquisto di una SIM in un Paese dell’UE che preveda tariffe vantaggiose, pur risiedendo stabilmente in un altro Stato Membro.

Le Istituzioni Europee, per scoraggiare dal principio tale fenomeno, hanno prescritto l’obbligo, da parte degli operatori telefonici, di controllare ogni 4 mesi la provenienza delle chiamate, dei messaggi e del traffico dati: se più della metà proverranno da un Paese diverso da quello di residenza del consumatore, essi potranno applicare a quest’ultimo i sovrapprezzi del roaming.

Gli operatori telefonici

Gli operatori telefonici si sono adeguati alla nuova normativa europea?

“WIND” è stata la prima ad attivarsi in tale direzione, abolendo i costi del roaming già a partire dal 24 aprile 2017, mentre “3″ lo ha fatto a partire dall’8 maggio (i due colossi della telefonia stanno completando il processo di fusione).

“VODAFONE” si è adeguata al Regolamento UE già dal mese di maggio 2017, abolendo il roaming per gli abbonamenti consumer e per l’offerta business.

“TIM” aveva già comunicato che si sarebbe adeguata al regolamento europeo a far data dal 15 giugno 2017, garantendo a tutti i suoi clienti:

  • l’utilizzo anche all’estero delle offerte nazionali relative alle chiamate, agli SMS e alla navigazione internet;
  • la velocità di navigazione 4G in tutti i Paesi dell’UE, a condizione che essa sia disponibile nello Stato di destinazione.

Tra gli operatori mobili minori (i “MVNO”: Mobile Virtual Network Operator), solo Poste Mobile, Fastweb Mobile, Coop Voce e Lyca Mobile si sono adeguati alla normativa europea dal 15 giugno 2017.

Tutti gli altri, secondo il suddetto Regolamento, possono chiedere la proroga di un anno, purché abbiano un fatturato con perdite superiori al 3%.

La motivazione è molto semplice: i “MVNO” non hanno una propria infrastruttura di rete e, quindi, sono costretti a pagare un corrispettivo alle società che gestiscono il traffico delle comunicazioni sia in Italia che all’Estero.

La tutela dei consumatori in presenza di pratiche commerciali scorrette attuate dagli operatori telefonici

La promessa fatta dagli operatori telefonici di recepire dal 15 giugno 2017 l’abolizione del roaming non pone al riparo i consumatori da future – eventuali – pratiche commerciali scorrette poste in essere a loro danno.

Per questo L’AgCom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), nel comunicato stampa pubblicato sul proprio sito il 15 giugno 2017 (clicca qui per visualizzare il documento) ha promesso di vigilare con attenzione sul rispetto delle nuove regole e sulla corretta applicazione delle eccezioni previste dalla normativa europea.

Già nei mesi scorsi, l’AgCom ha agito su un duplice fronte:

  1. ha fissato i criteri cui attenersi per agevolare la piena ed uniforme applicazione del Regolamento UE 2015/2120;
  2. ha sanzionato tre dei principali operatori italiani per il mancato rispetto delle disposizioni prescritte dal regime transitorio precedente all’entrata in vigore del Regolamento Europeo.

Pertanto, qualora i consumatori riscontrino, durante il loro soggiorno in un altro Paese dell’UE, l’indebito prelievo di somme dalla propria SIM o qualsiasi altra pratica commerciale scorretta attuata dal proprio operatore telefonico, potranno:

  1. rivolgersi ad un Avvocato per ottenere la restituzione di quanto indebitamente prelevato dal proprio operatore telefonico e l’eventuale risarcimento dei danni subiti;
  2. denunciare il fatto all’AgCom, mediante apposito modulo presente sul sito https://www.agcom.it/299.

IN SINTESI

Dal 15 giugno 2017 entra in vigore il Reg. UE 2015/2120, che dispone l’abolizione del Roaming e la progressiva diminuzione dei costi telefonici fino all’anno 2020, permettendo ai consumatori telefonare, inviare SMS/MMS o navigare su internet (con limitazioni a seconda del proprio operatore), in qualsiasi Paese dell’UE, allo stesso prezzo previsto dal proprio piano tariffario nazionale.

Riguardo alla navigazione su internet, però, esiste un tetto massimo di GB utilizzabili, al superamento del quale vengono addebitati costi a seconda dell’operatore scelto e del Paese in cui il consumatore soggiorna.

Qualora il cliente riscontri l’indebito prelievo di somme dalla propria SIM o qualsiasi pratica commerciale scorretta attuata dal proprio operatore telefonico, potrà:

  1. rivolgersi ad un Avvocato per ottenere la restituzione di quanto indebitamente prelevato dal proprio operatore telefonico e l’eventuale risarcimento dei danni subiti;
  2. denunciare il fatto all’AgCom, mediante apposito modulo presente sul sito dell’Autorità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *